Orchestra del Paese Immobile in concerto: la magia si rinnova dal Turano ai Cappuccini

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Ogni volta che l’Orchestra del Paese Immobile condivide il suo repertorio e i suoi brani con la città si rinnova un’alchimia particolare. Quello di domenica 29 settembre è stato uno dei concerti più magici di OPI, sia per il clima particolare che per le locations, la Fonte del Turano e il Convento dei Cappuccini, luoghi tradizionali e cari alla cultura e alla tradizione cittadina.

In tantissimi hanno partecipato e cantato le canzoni divenute ormai patrimonio collettivo, da “Callo de Maggio”, “Icaro”, “Camposanto” a “Indico”, “Quiete” e la virale “Microbo o moschino”, sempre con grande coinvolgimento emotivo.

Abbiamo ascoltato Matteo Scannicchio, leader dell’Orchestra, che ha così commentato l’esperienza live: “la nostra volontà è sempre quella di scoprire o riscoprire i luoghi più belli della nostra città, alcuni nascosti, altri dimenticati. Per questo i due live alla Fonte del Turano e al Convento dei Cappuccini sono stati speciali. Un concerto nel bosco è qualcosa che va oltre la musica. Pubblico e musicisti sono stretti in un unico abbraccio fatto di alberi, vento, suoni, insomma, qualcosa di speciale. Ai Cappuccini c’era una magia ancora diversa. Un panorama a 360 gradi sul nostro territorio, un cielo azzurro limpido, il sole che tramonta sulle nostre ultime note, sembrava un festival d’oltreoceano. Tantissime le persone da ringraziare per questa esperienza unica. Siamo sicuri che si è accesa un’altra piccola scintilla, speriamo sia solo l’inizio per Opi e per tutti gli altri progetti del territorio. C’è tanta bellezza dalle nostre parti”, ha concluso.

In attesa dei nuovi concerti e dei nuovi eventi, non resta che fare tesoro di quest’ennesima bellissima esperienza che ci fa riscoprire le nostre radici e la nostra identità.