Memoria ‘900 ha festeggiato i 10 anni di attività con un convegno alla Sala Tersicore

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L’Associazione Culturale Memoria ‘900 ha tagliato il traguardo dei dieci anni di attività. Dal 2014 a oggi sono tantissime le iniziative messe in campo da quella che è diventata un’importante realtà culturale del territorio, oggi punto di riferimento negli ambiti storici, sociali, letterari per la ricerca e la divulgazione dei temi locali rapportati alla grande storia nazionale. A dare il benvenuto ai numerosi presenti in Sala Tersicore la presidente, Emanuela Treggiari, affiancata dal vice-presidente Rocco Della Corte e dall’Assessore alla Cultura e vice-Sindaco Chiara Ercoli. Nel ripercorrere brevemente le finalità associative e le iniziative svolte, la presidente ha presentato la formula del convegno che ha visto diversi interventi volti a declinare la memoria nelle sue varie accezioni.

Il primo intervento è stato quello del direttore del Sistema Castelli Romani, dottor Giacomo Tortorici. Il suo ragionamento si è sviluppato a partire dal concetto di memoria prima e dopo l’avvento della tecnologia, che ha ovviamente modificato in profondità le nostre abitudini: “il mondo in trent’anni è cambiato, per la storia trent’anni sono un battito di ciglia ma ci accorgiamo che è tutto diverso, a partire dalla funzione culturale. Ogni volta che escono i dati ISTAT sentiamo il pianto greco secondo il quale si legge di meno. In realtà si leggono meno libri di carta, ma a livello di frasi, parole, lettere si legge più di trent’anni fa e non è tutta spazzatura. I messaggi whatsapp, le storie di Instagram, i post di facebook sono anche memoria. Noi”, ha proseguito Tortorici, “dobbiamo arrivare a tutti e usare i ferri del mestiere per riconoscere la memoria, anche perché l’intelligenza artificiale non ha umanità e credo che l’impegno di tutti sia quello di dare, come fa Memoria ‘900, chiavi interpretative della realtà proprio sulla base della memoria. Questo è il momento storico in cui ce ne è più bisogno”.

Ha preso dunque la parola il docente di storia Raffaello Ares Doro, insegnante di scuola superiore e insegnante universitario. “La memoria”, ha esordito, “è qualcosa di costitutivo sia del mio mestiere che della dimensione di vita, è l’approccio di ciò che vivo quotidianamente. Noi siamo memoria partendo dal nostro individuale, e da docente mi piace dire ai ragazzi che ciò che va compreso è l’accaduto. Le giovani generazioni”, ha sottolineato il professore, “vivono un orizzonte di eterno presente e i social restringono il campo temporale, non ci si accorge di una dimensione di lontananza con il tempo e di senso del passato, di ciò che è stato prima di noi. A tal proposito, credo che la chiave interpretativa vincente sia il legame tra storia globale e storia locale”. “Mi piace anche ragionare”, ha aggiunto Doro, “su come anche il nostro territorio sia cambiato, parlo delle nostre piazze o dei terreni agricoli, sottoposti ai cambiamenti del tempo che nascondevano trasformazioni sociali, economiche politiche che ci interrogano su come siamo cambiati. La memoria è una grande chiave didattica ma soprattutto sociale, civile. Ed è compito di tutti coltivarla”.

Ultimo intervento è stato quello di Christian Ronchetti, poeta, che ha approfondito la dimensione della memoria nell’atto poetico. “Molti potrebbero dire cosa c’entra la memoria nell’atto poetico? La cosa interessante è la curiosità. Mi sono messo a curiosare. Tutti ovviamente conosciamo le opere omeriche e non solo, vorrei partire dalle origini di ciò che rimane della poesia perché filosofare e poetare iniziano a essere espressi dall’uomo nel momento in cui si rivolgono verso l’alto”. Ronhetti ha citato diversi versi poetici di Saffo, Cervantes, Lucrezio, Omero, menzionando anche alcuni esempi tratti dalla canzone italiana come Rino Gaetano che riprende il Burchiello.

Fra un intervento e l’altro sono stati proiettati anche alcuni contributi video di ragazzi degli istituti superiori di Velletri he hanno detto la loro sul senso e concetto di memoria, apportando ulteriori elementi alla discussione e confermando le linee guida da cui partire per i prossimi anni di attività che Memoria ‘900 garantirà alla città di Velletri nell’obiettivo di costruire un ponte fra le generazioni e indagare, ancora, cambiamenti, trasformazioni e mutazioni del panorama sociale e culturale.