Mario Colonna: a 4 mesi dalla dipartita il ricordo degli Sbandieratori e Musici di Velletri APS

Guardando la montagnetta di immagini, ritagli di giornale, foto varie delle numerose stagionidi vita di Mario Colonna – tutte vissute intensamente e con dedizione ed estro anche artistico – non si sa veramente da dove iniziare a dire perché la nostra esibizione con corteggio ridotto, durante la 93° edizione della Festa dell’Uva e dei Vini, sia dedicata a lui.
Poliedrico amante della sua Velletri e della sua gente, Mario è stato impegnato nella Protezione Civile, nel Carnevale Popolare, nel teatro dialettale, nella processione del Cristo morto a lungo realizzata nella centralissima parrocchia di San Martino, che rimanda anche all’imperituro ricordo dell’amato padre Laracca, nel settore storico cittadino con una realtà nata per dare alla festa dell’Uva locale, l’Associazione Palio Nicola Ferri (estinta poi, anche dopo il tentativo di ricostituzione di una seconda omonima realtà). L’intento dell’Associazione sorta nel 1995 per volontà diretta e forte dell’allora Assessore all’Agricoltura, architetto Nicola Ferri, era fare qualcosa di nuovo per riqualificare e dare nuovo volto ad una festa decaduta a poco più di una festa di quartiere (come racconta Filippo Alivernini che fu fra uomini e donne che cercarono di fare l’impresa, coadiuvando l’assessore) e ormai lontana dagli antichi splendori degli anni venti e successivi, quando era vissuta quasi come una “festa nazionale”.

Risvegliare il senso di appartenenza, di campanilismo in Città, attingendo dalla già esistente non certissima realtà dei rioni storici veliterni – definita però dallo ‘stato d’anime’ restituito dai registri delle parrocchie d’illo tempore – che a Velletri si chiamavano appunto “decarcìe”. Notizie e particolari si possono attingere dalle pagine web tematiche, curate dalla nostra associazione, in particolare – oltre che dal sito ufficiale della stessa* – da quella Facebook tematica ( FAcebook.com/PalioDecarcieVelletri ) e dal blog del ventennale. Una celebrazione mai avvenuta – se non con modalità evocativa, dopo qualche tempo e in forma approssimativa – per la difficoltà a mantenere vive e produttive per il bene turistico/attrattivo della Città, tradizioni e progettualità condivisa comunitaria, cose che riteniamo importantissime per un sano turismo in entrata, fatto di creativa attrattiva, identità, tipicità e tesori di famiglia territoriale (paliodecarcie.blogspot.com ).

La nostra realtà di Sbandieratori e Musici è stata fondata nel 2010 da un certo numero di figuranti di allora e dagli Sbandieratori e Musici già operanti all’interno della seconda delle realtà intitolate a Nicola Ferri, che rimase di solo Corteo Storico. Strade diverse, progetto culturale diverso e integrato nel tempo da danze storiche e coro, non solo per imparare a danzare e cantare, ma fornire un itinerario di studio, approfondimento e rivalutazione delle nostre radici in epoche storiche ricche ed im portanti, anche per la Città di Velletri, quali Medioevo e Rinascimento. Un progetto culturale che si fa luogo non luogo per potersi ritrovare nella Storia e negli usi e i costumi di quelle epoche.

Come raccontare Mario – nostro Presidente quando si era ancora parte della prima realtà e non eravamo diventati Sbandieratori e Musici di Velletri (oggi APS con nostro corteo storico) – al quarto mese dalla sua dipartita e alla vigilia del nostro quindicennale associativo? Lasciamo la parola – unendo anche il nostro più affettuoso ‘ciao’ – al suo compagno di stanza, durante l’ultimo ricovero in ospedale. Un messaggio telefonico ricevuto da Rossana racconta di lui, dopo la partenza per un Viaggio tanto importante che però ce lo nasconde solo agli occhi, certi come siamo resti comunque sempre coi suoi cari e con tanti di noi, suoi compagni d’avventura.

“Ciao Rossana, avrei voluto conoscere Mario in altra situazione anziché come vicino di letto in una stanza d’ospedale. Qui dentro tutte le emozioni i dolori e i pensieri sono amplificati ma con Mario a fianco era tutto più facile. È stato facile per me capire il perché di tutte le particolari attenzioni che tutto il personale gli dedicava: Mario sapeva farsi volere bene! Mi stupiva come riusciva a confrontarsi coi ventenni in Riabilitazione, schietto, senza peli sulla lingua e mai volgare. Mi stupiva la sua forza combattiva, la sua voglia di rialzarsi prima possibile dopo ogni intervento perché, “il suo male era della sua famiglia” diceva! Mario mi ha mostrato e dimostrato come si affrontano le difficoltà, io non riuscirò mai ad avere il suo stesso umorismo in certe situazioni ma grazie a lui riesco ed essere più positivo.Grazie Mario!!! Un abbraccio a tutti voi (F. e I.)”
Rita Menghini









