L’Angolo dell’Arte: Palmiro Taglioni, l’arte del legno tra natura e libertà

Altre Notizie

Semi-nascosta dal traffico della consolare Appia, immersa in un polmone verde di ulivi e piante da frutto, la casa dello scultore Palmiro Taglioni mi ha accolto in una tiepida mattina di Ottobre. É stato non appena varcato il cancello, che ho avuto la chiara percezione di aver iniziato un vero e proprio viaggio onirico.

Palmiro Taglioni, scultore di natali veliterni, è un esempio vivente di come la passione per l’arte possa nascere spontaneamente e trasformarsi, poi, in una vocazione. Di formazione autodidatta, ha iniziato ad esplorare la scultura negli anni ’70, mentre la sua vita professionale lo ha portato a diventare un insegnante di sostegno. Tuttavia, è il legno che lo ha catturato fin da subito, diventando il mezzo di elezione attraverso cui esprimere la sua creatività ed innata connessione con la natura.

Le prime opere sulle quali ho poggiato i miei occhi, un volta entrato, sono stati “gli equilibristi”, attraverso i quali ho iniziato subito a capire quale sia l’approccio di Taglioni alla sua arte. Artisti circensi, in equilibrio su circonferenze di metallo. Pose plastiche ed esasperate che trasmettono, immediatamente, il senso dell’equilibrio; ma a ben guardarli ti rendi conto che la maestria dello scultore non è tanto nell’intervento materiale, ma nella sua capacità di dare la veste perfetta a ciò che la natura gli ha offerto. Come chi riesce a dare forma alle nuvole, così Palmiro Taglioni, da voce alle mirabili creazioni di Madre Natura. L’opera di Taglioni si sviluppa attraverso una profonda interrelazione con i materiali che sceglie. Il legno, con le sue diverse essenze come: ulivo, quercia, ginepro e pioppo, viene lavorato con cura per creare forme che sembrano animarsi.

Spesso raccoglie questi legni in luoghi dove la natura ha lasciato tracce, come i greti dei fiumi o le spiagge, conferendo alle sue sculture un senso di autenticità e rispetto per il ciclo naturale. Il processo artistico di Taglioni, che spazia dall’uso di sgorbie e raspe manuali all’impiego di macchinari elettrici, lo porta a modellare opere che uniscono tradizione e modernità. Una delle caratteristiche distintive delle sue sculture è l’utilizzo della luce. Molti dei suoi lavori sono infatti “sculture luminose”, dove la luce, integrata nel legno, diventa parte inscindibile dell’opera. Questo elemento aggiunge una dimensione dinamica, dove la natura stessa del legno viene esaltata dal gioco di chiaroscuri, rendendo le sue creazioni vive e mutevoli a seconda delle condizioni di luce. Tutto, nella casa di Taglioni, narra di arte.
Centinaia di sculture, di varie dimensioni, raccontano storie immaginifiche, mitologiche, personali e animiche. Creature fantastiche che prendono vita grazie al suo tocco e al suo sguardo. Ciò che non molti sanno è che Palmiro Taglioni, è affetto da una malattia autoimmune che gli ha provocato un grave stato di ipovisione. Questa sua condizione, lungi dall’averlo fermato, ha invece avuto la straordinaria prerogativa di rendere le sue opere ancor più incredibili. Ma l’arte di Palmiro Taglioni non si ferma al solo legno. La sua curiosità e versatilità lo hanno portato a esplorare altre forme espressive, come il teatro, dove ha collaborato con artisti e creativi per la realizzazione di spettacoli ed eventi culturali. Questa dimensione teatrale arricchisce il suo percorso artistico, dimostrando un costante desiderio di sperimentare e mettersi in gioco in contesti diversi. Nel corso degli anni, Taglioni ha partecipato a numerose mostre, sia personali che collettive, esponendo le sue opere in Italia e all’estero. Il suo lavoro è apprezzato per la capacità di trasformare un materiale così radicato nella natura in forme che parlano all’animo umano, raccontando storie universali di bellezza, libertà e connessione con il mondo che ci circonda.

Nel 2022, la mostra “Come vento nei capelli” ha segnato un punto importante della sua carriera. Esposta a Velletri, la serie di opere dedicate alla figura femminile ha suscitato grande apprezzamento per la delicatezza e la potenza espressiva delle sculture, che evocano il movimento del vento attraverso forme morbide e fluide. Questa mostra, organizzata in occasione della Festa della Donna, è stata un omaggio alla libertà e alla forza delle donne, temi cari a Taglioni e ricorrenti nella sua opera.
Proprio quest’anno, Taglioni festeggia trent’anni di attività continuativa e nelle date del 22/23/24 novembre alla Collettiva Internazionale di Arte Contemporanea a Frascati ci sarà una mostra intitolata evocativamente “Pigmenti”. Oggi, nel suo studio di Velletri, Palmiro Taglioni continua a creare con la stessa passione e curiosità che lo hanno guidato fin dagli inizi, dimostrando che l’arte è un viaggio continuo, un percorso che si rinnova attraverso ogni nuova opera.
Questo incontro è stato per me foriero di tante cose intense. Mi ha consentito non solo di apprezzare la produzione dell’artista Taglioni ma, cosa ancora più importante, mi ha permesso di apprezzarne l’animo. Palmiro ha l’innata capacità di trasformare un dono della natura in un dono per tutti coloro che hanno la fortuna di poterlo ammirare, dimostrando che essere artista è prima di tutto saper condividere con generosità pezzi di sé che si incarnano materialmente nelle proprie opere.

Rubrica a cura di Graziano Cedroni