L’Angolo dell’Arte: incontro con Guido Giani

Preferisco il disegno alle parole. Il disegno è più veloce, e lascia meno spazio per le bugie.
(Le Corbusier)
Il mio incontro con Guido Giani è stato, senza alcun dubbio, il più anticonformista e forse inaspettato, quantomeno nelle modalità, di tutti i miei precedenti. Un cappuccino ed un caffè schiumato, seduti ad un bar del Centro di Velletri, in una piovosa mattinata di fine autunno, sono stati i nostri compagni di questo ennesimo viaggio, astratto dalla dimensione temporale, che mi ha condotto, senza soluzione di continuità nè scossoni, dalla Velletri antica, ormai sparita, alla Velletri odierna. Quasi un viaggio fantastico, vissuto attraverso un moto perpetuo di immagini, ricordi e sensazioni che solamente lo sguardo di Guido Giani poteva farmi apprezzare.

Per il tramite dei suoi occhi, attraverso la sua tecnica e la sua maestria mi sono ritrovato in una Velletri che non conoscevo o che avevo conosciuto solo in qualche racconto dei “vecchi” di famiglia e contestualmente ho potuto osservare in maniera diversa e valorizzare la Velletri odierna. Quella che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni e che, per distrazione, poca considerazione, per fretta o non conoscenza, nemmeno sappiamo guardare. Quella Velletri bella che parla di storia millenaria, di arte e cultura. Quella Velletri di cui non si parla mai e che, forse, non si conosce nemmeno a sufficienza.

Guido Giani mi ha offerto idealmente i suoi occhiali caleidoscopici con i quali poter osservare in maniera totalmente diversa, completa e realistica il meraviglioso mondo “sommerso” veliterno. Quanta bellezza c’è nella nostra città! Bellezza da conoscere, riscoprire, valorizzare e ricondurre ai fasti che merita. Questo è ciò cui Guido Giani ha votato tutta la sua vita artistica.

Nato a Velletri, ha viaggiato e lavorato in altre città quali Bolzano e Roma. Con l’innata dote per il disegno, si diploma in Geometra ma la sua passione lo porta a voler proseguire gli studi verso la carriera di architetto. Si iscrive alla facoltà di Architettura a Roma, a Valle Giulia, per continuare gli studi nell’Ateneo di Venezia. Allievo di Bruno Zevi, Lenci e Petrognani e Zoeggler non porta a termine la sua carriera accademica a causa di un grande impegno lavorativo. Giani, innamorato da sempre della sua città natia, ha sentito e coltivato il desiderio di riportare alla vita la Velletri scomparsa, distrutta dai bombardamenti. Ha così iniziato una capillare e certosina sequenza di ricerche storiche, fatte di foto sbiadite dal tempo, sopralluoghi e misurazioni in piedi romani. Giani ha scelto il prospetto come mezzo di rappresentazione della sua arte e del suo desiderio di reviviscenza di ciò che non esiste più.
È stata una scelta ponderata e chiara.

Giani ha sempre prediletto l’immediatezza dell’arte, il disegno come voce narrante di quel che era e di quel che è, la chiarezza di ciò che si osserva senza la pervasiva necessità di interpretarne il messaggio intrinseco. Proprio per queste motivazioni, ha scelto il prospetto, che è leggibile e comprensibile da chiunque. Poiché è mezzo di elezione per spiegare tutto ciò che c’è da sapere, senza dover parlare. È tutto lì, sotto gli occhi dell’osservatore che si abbevera alla sovrabbondanza di particolari che contribuiscono a rendere una perfetta visione di insieme. Giani possiede svariate tecniche che utilizza con pari maestria, indifferentemente, a seconda dell’animus del momento. Segue l’ispirazione e lascia che sia lei a scegliere quale tipo di tecnica utilizzare per esprimersi al meglio.

I suoi prospetti, veri e propri miracoli di precisione, sono creati con una base a matita, ripassati con la china e poi, solo successivamente, colorati. Il suo estro da disegnatore coopera in maniera perfetta con le sue conoscenze di “geometra-quasi-architetto”. Ha eseguito prospetti di Porta Romana, del Teatro della Passione, Palazzo Ginnetti, SS. Stimmate di San Francesco e Palazzo Borgia. Ma anche rappresentazioni della Velletri del presente, come ad esempio: Corso della Repubblica, Via della neve, Ponte di Mele e l’Appia Antica. Offrendo sia nel passato che nel presente, un punto di vista sconvolgente e quasi sconosciuto. Quante persone, osservando i suoi lavori, si sono accorte di non essersi mai soffermate a guardare davvero i piccoli, immensi, tesori di questa nostra città. Come potrebbe essere utile lo sguardo esperto di Giani per valorizzare e salvaguardare ciò che di meraviglioso abbiamo a Velletri e per fare in modo che ciò che non esiste più possa essere visualizzato e ricordato per tutto ciò che è stato.
L’obiettivo della vita artistica di Giani è stato ed è tuttora, quello di portare alla luce, mantenere in vita, portare a conoscenza, fissare nella memoria collettiva affinché il passato non venga mai dimenticato. Perché è nel passato che affondano le radici di ciò che siamo stati, siamo e saremo. Il passato è indissolubilmente viatico di futuro. La conoscenza di ciò che è stato, chiave per poter aprire molteplici porte del presente e la piena consapevolezza di ciò che è, deve essere mezzo imprescindibile per salvaguardare in primis e poi per valorizzare. Giani non è semplicemente un artista straordinario, è un uomo che ha scelto, attraverso i suoi prospetti ed una visione della realtà semplice solo all’apparenza e mai banale, di essere il tramite per la stratificazione di una memoria collettiva di bellezza e arte.









