Velletri 2030: “Stimoli del Presidente Mattarella per la ricerca scientifica”

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Già nel messaggio di fine anno 2022, il nostro Presidente Sergio Mattarella ci aveva richiamato all’importanza della ricerca scientifica, di un uso consapevole dell’innovazione tecnologica e dell’importanza delle lauree STEM. Il messaggio completo si trova a questo link: https://www.quirinale.it/elementi/75644 e fu ampiamente ripreso da Velletri2030 nella sua prima News del 2023.

Con una certa sorpresa, ascoltando il discorso che il nostro Presidente della Repubblica ha tenuto alla Sessione di chiusura del XVII Simposio COTEC  Europe, Las Palmas de Gran Canaria, lo scorso 20 Settembre 2024, si ritrovano in esso molti dei concetti fondanti di Velletri2030. Per inciso, la fondazione COTEC promuove la cultura dell’innovazione e lo sviluppo di nuove competenze. Purtroppo, anche in questo caso, senza ricevere la dovuta considerazione dai tanti commentatori politici, politici di professione, giornalisti, e più in generale commentatori senza la dovuta conoscenza. Il discorso completo si trova a questo link: https://www.quirinale.it/elementi/120492 e si può riascoltare dal canale YouTube della Presidenza della Repubblica: https://youtu.be/RtzDtw7lj98

Di seguito la parte del messaggio più vicina ai concetti fondanti di Velletri2030.

“……. Possiamo quindi concordare sul fatto che l’Europa debba riorientare profondamente i suoi sforzi collettivi per colmare il divario di innovazione.

Spesso ci si riferisce all’Europa come al “vecchio continente”, ma è ben noto che questa espressione è sorta per distinguerla dal “nuovo mondo”, ma non per indicare un presunto irrimediabile invecchiamento della sua civiltà.

Un bilancio demografico, con sempre meno giovani, certamente costituisce motivo di allarme per il futuro. È dalle nuove generazioni che arriva la spinta al cambiamento e all’innovazione.

Ma mentre è utile porre in atto ogni possibile correttivo per invertire un trend così squilibrato, occorre, nel contempo, attivare politiche nei settori della formazione e della ricerca che affrontino il problema del divario tecnologico oggi, sollecitando il sistema industriale europeo a innovare, per essere resiliente e competitivo. Nelle imprese in ampia parte crescono i talenti dell’innovazione.

L’Europa deve fortemente accelerare, attuando misure che consentano di promuovere la sua capacità industriale nei settori ad alto contenuto tecnologico.

Essere presenti nelle filiere tecnologiche di frontiera, in quei settori che determineranno in modo sempre più incisivo le condizioni di vita nell’avvenire nonché la possibilità di rispondere alle numerose sfide del futuro – sostenibilità ambientale, lotta ai fenomeni di alterazione climatica, salute umana – pone le condizioni per poter consentire ai cittadini livelli di esistenza sempre migliori.

Le dinamiche internazionali sono sempre state segnate dalle nuove tecnologie.

In tempi recenti basta pensare alla corsa all’allunaggio degli anni Sessanta; alla sfida dei giorni nostri per il controllo dell’Intelligenza Artificiale.

La supremazia tecnologica è una componente rilevante nel rapporto tra gli Stati.

Il trasferimento delle tecnologie tra Paesi è sempre stato un segno di fiducia e di condivisione, di crescita.

In questa corsa, l’Europa deve poter competere a parità di condizioni e si impone, in questo senso, la capacità di dar vita a “campioni” europei, espressione di sovranità condivisa.

Le politiche pubbliche hanno, infatti, un ruolo determinante, sia sul terreno delle regole, sia nella creazione di condizioni utili a far crescere il mondo della ricerca e la correlata capacità di trasformare le nuove conoscenze in valore e in impresa.

Per restare competitivi servono risorse. Anzitutto fondi per i nostri sistemi educativi e per la ricerca – e in Italia permane un significativo deficit di istruzione nell’ambito delle lauree Stem (science, technology, engineering and mathematics) – oltre a intese che assicurino l’approvvigionamento delle materie prime indispensabili per la produzione delle nuove tecnologie.

La sovranità in campo tecnologico si nutre di questi fatti e di cooperazione, perché non è indifferente la questione della internazionalizzazione della ricerca e degli investimenti relativi, della tutela del valore strategico di alcuni ambiti……”

In un bello articolo pubblicato dal quotidiano il Foglio lo scorso 20 Settembre, Sabino Cassese analizza i risultati di un Rapporto OCSE  sullla fiducia verso le Istituzionin Pubbliche, concludendo: “È aumentato negli ultimi due anni il divario tra società e stato. E in Italia la sfiducia è maggiore rispetto alla media europea: la politica viene percepita come sempre meno pronta ad ascoltare le istanze della popolazione, e si abbassano le speranze riposte verso i partiti e i parlamenti”.

E a Velletri! Ci piace segnalare l’ultimo episodio che a nostro parere va nella direzione di aumentare il divario tra società civile e amministrazione. Sabato 21 Settembre, l’Amministrazione ha promosso un dibattito sui risultati della politica  NextGenerationEU e lo stato dei lavori a Velletri finanziati con i soldi del PNRR. Peccato che l’incontro non è stato adeguatamente pubblicizzato tra i cittadini interessati. Sarebbe interessante conoscere i canali di comunicazione usati dall’Organizzazione del Dibattito per pubblicizzare l’evento verso la cittadinanza. Magari soltanto allo stesso livello delle parate, dei brindisi e delle danze che hanno caratterizzato il fine settimana a Velletri.