“Gian Maria Volontè, attore cittadino”: il nuovo libro di Rocco Della Corte alla scoperta del grande attore

In occasione dei trent’anni dalla scomparsa di Gian Maria Volontè, Rocco Della Corte – giornalista e scrittore – ha pubblicato per i tipi di De Cultura un libro di approfondimento e interviste sulla figura del grande attore. Il volume, a tiratura limitata, ha la prefazione di Walter Veltroni e contiene un apparato di foto inedite di Volontè a Velletri e due sezioni, una con interviste agli amici di sempre con i quali il grande artista ha condiviso la vita cittadina e altre ad attori e attrici di fama internazionale – da Alessio Boni a Franco Nero, da Carolina Rosi a Mietta Albertini, da Pietro De Silva a Giorgio Lupano, da Isa Danieli a Manuela Mandracchia solo per citarne alcuni – che hanno analizzato e descritto il personaggio Volontè con il quale ogni attore deve fare i conti. Il libro è stato presentato all’inaugurazione della rassegna nazionale “Velletri ricorda Gian Maria Volontè”, svoltasi proprio nella città veliterna dal 16 novembre al 1 dicembre.
Com’è nata l’idea del libro e della sua struttura?
Il libro nasce con l’obiettivo di rimettere insieme a distanza di trent’anni testimonianze, ricordi e opinioni che l’insegnamento artistico, politico ed etico di Gian Maria Volontè ha lasciato alla società tutta, dagli addetti ai lavori al pubblico. È una sorta di prima edizione di un lavoro potenzialmente in divenire, nel senso che mi aspetto di poter in futuro lavorare ad altre interviste e raccogliere altre testimonianze che arricchiscano il mosaico. La struttura invece è volutamente binaria: da una parte attori e attrici, registi o maestranze, che hanno conosciuto o studiato Volontè e lo percepiscono da un punto di vista professionale. Dall’altra gli amici di sempre della sua vita a Velletri, una città che lo aveva accolto e conquistato con la sua storia, e che lo ha conosciuto nella vita al di fuori dai riflettori.
Con quale criterio sono stati scelti gli interventi degli attori e che difficoltà hai affrontato per raccoglierli?
Il criterio è abbastanza complesso da definire, anche in virtù del fatto che non è facile raggiungere artisti spesso impegnati per mesi sui set e “protetti” da agenti e agenzie. In ogni caso ho cercato di interpellare in primo luogo chi ha vissuto fianco a fianco il set con Gian Maria Volontè, come ad esempio Mietta Albertini, Carolina Rosi, Isa Danieli, Cathy Marchand, Massimo Spano. Poi chi lo ha conosciuto per motivi professionali, come Franco Nero. E infine chi lo ha studiato nel percorso accademico di formazione o apprezzato come attore. In questo modo abbiamo coperto una molteplicità di punti di vista capaci di restituirci un ritratto abbastanza completo, coerente e sorprendente.
Quali sono stati gli elementi comuni nelle dichiarazioni degli intervistati e quali quelli speciali che ti hanno colpito per la loro singolarità?
Quello che mette tutti d’accordo è il fatto che Volontè sia unico nella sua capacità immersiva ed empatizzante verso i propri personaggi, ha un metodo che può apparire persino ossessivo ed è questo il segreto della resa delle sue interpretazioni. Mi ha colpito quanto raccontato da chi lo ha visto in scena, meticoloso e al contempo umile, e mi ha altrettanto stupito la coerenza della percezione che avevano sia gli attori che effettivamente lo vedevano all’opera, sia gli amici che come attore lo vedevano al cinema ma poi ne vivevano l’aspetto privato, sia gli attori delle più giovani generazioni che ne carpiscono l’unicità scrutandone i tratti, le movenze, le peculiarità interiori e non.
Cosa è cambiato nella tua percezione di Volontè dopo avere raccolto queste testimonianze?
Io sono nato nel 1992. Volonté è morto nel 1994. Ho sempre avuto la percezione, indiretta, di un intellettuale a trecentosessanta gradi, di un uomo trasparente che incarnava valori importanti sia sul set sia fuori. E la mia impressione sì è confermata a poco a poco, mi è parso davvero di approcciarmi alla storia di un gigante che ti fa sentire piccolo piccolo eppure felice di essere tale al suo cospetto. Volonté è un tipo di attore che si distanzia da tutti gli altri perché fa coesistere sentimento e ragione, valori e pulsioni in ogni sua interpretazione.
Emanuele Cammaroto










