Carcere di Velletri, disordini e incendio: la preoccupazione di FNS e USPP

Domenica complessa al Carcere di Velletri, che è stato interessato da una serie di disordini all’interno del Reparto D culminati con un incendio. Sul posto si sono recate le autorità del caso, tra cui il magistrato di sorveglianza, oltre naturalmente alle forze di Polizia e ai Vigili del Fuoco. Richiamati in servizio moltissimi agenti e tante unità in ambito regionale. La confusione non è passata inosservata agli abitanti di zona, che hanno notato un via vai anomalo nel pomeriggio domenicale.
Il Sindacato FNS, in serata, ha diramato un comunicato molto duro per sottolineare la frequenza di questi disordini e la mancanza di personale: “apprendiamo che la protesta del carcere di Velletri è rientrata alle 22,15 circa. Per fortuna nessun ferito, ma apprendiamo che i detenuti hanno protestato, pare, per mancate concessioni di colloqui e cambi lenzuola effettuati con ritardi. Allo stato risultano incendiati materassi oltre a vari vetri rotti. Tale operazione dimostra ancora una volta, seppur con enormi difficoltà dovute alle croniche carenze, come il personale del carcere della Casa Circondariale di Velletri – così come le altre unità arrivate in supporto, comprese quelle del Gruppo Operativo Mobile – è sempre impegnata con determinazione nella tutela della sicurezza poiché con la costante attenzione e il rigore nell’applicazione delle norme riesce sempre a garantire il rispetto delle regole e il mantenimento della sicurezza di tutti coloro che vi operano.
Un plauso al personale tutto di polizia penitenziaria ed ai Vigili del Fuoco, che in queste ore sono impegnate in molti e delicati interventi sul territorio e alle altre forze di polizia. Per la Fns Cisl Lazio occorre a questo punto completare la dotazione organica del corpo di Polizia Penitenziaria a livello nazionale perché solo così si può lavorare in condizioni di sicurezza ottimali”, ha dichiarato Massimo Costantino.
Anche l’USPP, Unione Sindacati Polizia Penitenziaria, ha rivolto un appello alle istituzioni tramite il proprio ufficio stampa: “Siamo fortemente preoccupati per la gravità di ciò che sta accadendo nelle carceri italiane e chiediamo al Governo di agire con provvedimenti che ripristinino sicurezza e legalità nelle carceri dove il susseguirsi di eventi indubbiamente nasce anche dalla strumentalizzazione delle dichiarazioni pubbliche di esponenti politici che evidentemente non si rendono conto dei rischi a cui espongono la Polizia penitenziaria, da tempo ormai in grandissima difficoltà per la abnorme carenza d’organico e per un modello di gestione detentiva che di fatto rischia di consegnare definitivamente le carceri in mano ai detenuti più riottosi e di più elevato spessore criminale” questo è quanto afferma il Presidente USPP Giuseppe Moretti alle notizie allarmanti che provengono dal carcere di Velletri, ma che sembrano riguardare anche quello di Regina Coeli, dopo i fatti dei giorni scorsi da ultimo quanto accaduto a Rieti solo venerdì scorso. Per il Presidente USPP “che sia urgente ridurre il sovraffollamento depenalizzando reati amministrativi e sostituendo l’esecuzione delle misure detentive in carcere dei tossicodipendenti con quelle in comunità di recupero esterne, è assolutamente prioritario nel rispetto della certezza della pena, ma soprattutto occorrono strumenti straordinari per rimettere in piedi il sistema penitenziario con la costruzione di nuovi padiglioni anche modulari in modo da accelerarne i tempi di realizzazione e attraverso un arruolamento massiccio di personale, oltre all’aumento di 1000 unità già decretato dal governo.”
L’USPP ha lanciato più volte l’allarme su ciò che ha determinato una gestione della detenzione c.d. “aperta” e della vigilanza dinamica, che non consente un controllo effettivo dei detenuti, ma anche l’assenza di un loro impiego costante nelle attività risocializzanti a cominciare dal lavoro, ma soprattutto per Moretti “è impensabile che tutto ricada sulle spalle dei pochi agenti in servizio”.
Lo stesso Presidente USPP auspicando il superamento della rivolta in atto “senza conseguenze ulteriori, restiamo vicini a tutti i colleghi impegnati con i vigili del fuoco e le altre forze dell’ordine a riportare sicurezza e legalità nel carcere di Velletri dove sappiamo stanno convergendo anche unità del GOM ma anche a quelli che ogni giorno affrontano con grande difficoltà le molteplici emergenze di un sistema penitenziario ormai al collasso organizzativo per gli anni di destrutturazione che lo hanno caratterizzato”.









